All posts by Stefano Spedini

SSCXWC14 Race Pics

Come promesso ecco alcuni scatti dalla gara di Domenica sempre grazie a Dylan VanWeelden.

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Sulla Gara incombevano minacciose nuvole che sovrastavano i concorrenti pronti alla partenza alla Bravehearth (dove abbiamo già visto questa cosa?)

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Dopo pochi giri la Neve ha iniziato a scendere dando quel tocco di epico che sta sempre bene

sscxwc_raceday_42 sscxwc_raceday_46 sscxwc_raceday_48 sscxwc_raceday_52 sscxwc_raceday_55Alla fine tra gli uomini ha dominato quel mattacchione di Adam Craig

sscxwc_raceday_110e tra le ragazze Vicki Barclay.

sscxwc_raceday_115 Ecco i vincitori nel loro massimo splendore indossando l’intimo dorato tradizionale dei Mondiali SSCX

Pics: Dylan VanWeelden

 

 

SSCXWC13 QUALIFIER PICS

Il nostro amico Dylan VanWeelden e la sua macchina fotografica erano a Philadephia per i Mondiali Singlespeed Ciclocross.
sscxwc_quali_7L’atmosfera nonstante il freddo si è subito scaldata…sscxwc_quali_10La qualifica del sabato si è svolta nel mitico Junkyard dei Bilenky tra rottami di auto e altri ostacoli incredibili.

 

sscxwc_quali_15 sscxwc_quali_67 sscxwc_quali_64 sscxwc_quali_57 sscxwc_quali_49 sscxwc_quali_43 sscxwc_quali_28 sscxwc_quali_21Ora attendiamo le foto della gara della Domenica…. sotto la neve!

Pics: Dylan VanWeelden

VIGNO CROSS WEEK

VIGNOX

Si avvicina l’appuntamento con il Vigno Cross,  seconda prova delle SCIS 2013-14 che si svolgera questa Domenica.

Il ritrovo è dalle 9 di Mattina al Parco della Galleana a Piacenza.

La partenza preceduta da colazione a base di Brioches e The’ caldo sarà come al solito verso le 11 a seguire rifresco con Pizza Focacce e bibite a prezzo convenzionato di 10 euro che comprende anche l’iscrizione.

Vi ricordiamo che per partecipare è comunque obbligatoria l’iscrizione alla serie (15,00 €).

Ma soprattutto per chi già ha partecipato alla prima prova: PORTATE CON VOI IL NUMERO!

Per tutte le news e aggiornamenti tenete d’occhio la pagina Facebook dell’Evento

COPPA COBRAM FLASHBACK

Domenica 3 novembre si è trionfalmente inaugurata l’edizione 2013-2014 della SCIS, la sesta del Campionato meno Campionato del mondo di Ciclocross. Un campionato fatto per ridere, il nostro obiettivo principale.

Dico trionfalmente perché per il sesto anno consecutivo le caratteristiche originali si sono mantenute vive e immutate, nonostante il numero dei partecipanti sia aumentato esponenzialmente. O forse anche per questo.
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Osservando le iscrizioni arrivare copiose ci siamo domandati se il fatto di essere diventati così dannatamente “cool” ci avrebbe costretto a fronteggiare e contrastare orde di pseudo agonisti in tutine e copriscarpe bianchi a caccia di pacchi gara e classifiche. La competizione va bene, ci piace, è per la gara come il pepe per la pearà (se non sapete cos’è la pearà, informatevi!) ma alla fine, quando arrivi al traguardo, non sarà la vittoria a farti dire “mi sono divertito”. Così è per noi, così vogliamo che continui ad essere.

Quindi a Castelnuovo del Garda, e lo sa chi ha partecipato, abbiamo giocato tutte le nostre carte migliori perché il divertimento raggiungesse livelli altissimi.

Quel maestro telaista eccezionale e uomo di gran cuore che è Tiziano Zullo ha aperto le porte del suo laboratorio per il secondo anno di seguito, facendone luogo di ritrovo e condivisione, i tracciatori (sia resa grazia a loro che si cuccano questa pallosissima fase preparatoria armati di mazzuola e metri di fettuccia) hanno creato un percorso veloce, vario, capace di dare ai primi, là davanti, quel bel sapore di bistecca in bocca che amano tanto e a tutti gli altri quel bel senso di affaticamento che ci fa sentire vivi, condito con una partenza prontamente ribattezzata “alla Bravehart” che ha subito fatto impennare i livelli di serotonina nel sangue e fatto selezione.

Tutti (veloci, meno veloci, medi, lenti, fermi) hanno dato vita alle proprie personali gare nelle gara – in qualche caso con se stessi per portare a termine più o meno decorosamente il percorso – e il 99% dei partecipanti (c’è sempre una percentuale di disagio nel mondo) sono arrivati al traguardo sorridendo, dimostrando di aver compreso perfettamente lo spirito singlespeed che sempre ci indica la via. Magari stanchi, con le gambe e la schiena a pezzi, con qualche botta rimediata volando nel fango del tremendo Curvone Cinelli, ma sorridenti. E hanno continuato a sorridere quando, tornati da Zullo, hanno mangiato gli ottimi risotti, polenta e tagliata (grazie ai grigliatori e ai risottatori!), stretti fianco a fianco sulle panche durante un magnifico terzo tempo pieno di ammmore (dovuto anche ai litri di birra sorbiti alla velocità della luce). Eravate tantissimi e bellissimi. Sono queste circostanze che fanno sì che questi appuntamenti abbiano successo e si ripetano: il trasferimento verso il campo di gara, il pranzo insieme, i momenti di condivisione “forzata” che ci fanno sentire, in un attimo, come una classe in gita e ci riportano ad essere bambini in sella alle nostre bici, esattamente quello a cui volevamo arrivare.
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Il podio (Andrea Pirazzoli, Isaak Burleigh, Mattia Paganotti) e i tanti partecipanti sotto i trent’anni ci fanno pensare che i gggiovani ci amino e amino questo modo di vivere la bici e ci motiva a proseguire sempre fedeli alla linea. O forse, squilibrati come siamo, attiriamo naturalmente altri squilibrati. La cosa che ci preoccupa e che ce ne sono sempre di più!
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La categoria femminile ha avunto anche lei un bel podio (Elena Martinello, Stefania Scarpa, Ilaria Turri) ma ha bisogno di tante altre partecipanti, forza ragazze fatevi sotto!

Ci vediamo a Piacenza domenica!

Words: Ilaria Turri  Pics: Riccardo Giovanni Migliorini

The Dylan VanWeelden Interview

Our own The Sac interviewed one of the coolest persons of the whole  US Singlespeed CX scene, the One and Only Mr.Dylan VanWeelden (applauses!)

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SSIT: Wondering if we could start this interview off with a little history of yourself, as I understand you had a slightly different childhood growing up in Michigan. Could you share with readers a little about Dylan VanWeelden growing up and how this has impacted you?
DYLAN: Oh man, get back to me when you have the time and film crew to make a self-loathing documentary. I did grow up in the northern sticks of Michigan. It’s a place that’s hotter than hell in the summer and colder than a witches tit in the winter. I rambled around from small towns to indian reservations to traveling the Pow Wow circuit. It was nothing short of interesting. All along the way I used my bike as a proper escape method

SSIT: What was your first introduction to bikes and cycling in general, early impressions?
DYLAN: I think a lot of us use the bike as a tool to get away from everything and experience complete freedom. For me cycling has always been a feeling of self inducing power to do what you want when you want. When times get tough of life gets stressful I always try to remind myself of this basic release button we all have found in riding a bike.

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SSIT: How did cyclocross come about in your life? What was your first introduction, and what made you stick with it?
DYLAN: I rode with this cat, Scott Quiring, who brought me up racing and taught me the basics. He was one of the lead builders at the once hot shit Slingshot bikes. He taught me that riding gravel roads is way more fun than busy paved ones and how to reverse your brakes to have better rear wheel braking when coming hot into the barriers. Growing up racing and seeing many of my close friends turn “pro” I quickly released that’s something I’d try to avoid at all cost. For me I wanted to keep it light hearted and fun. I guess that’s where the alliance with single speed cross comes from.
Fast forward 15 years and I found myself in charge of the mojo factor for the SSCXWC races in Portland, OR USA. We brought forth a ton of really stupid ideas like the FIRST foam pit in a bike race, setting up the thunderdome in a lighting storm, the stripper bus shortcut, windmill of death, you get the idea.

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SSIT:I’ve seen a couple of photos of you racing cross with flat bars, whats the reasoning for that? Is that something becoming more popular for racers in Portland?
DYLAN: Flat bars are just simply better, everyone knows that. Oh, wait, Italian’s don’t know that? Why do you think UCI bans them? Yeah, because they’re better. First of all you can corner way better. That’s why our mountain bikes have them right? And they put you in a better position on the bike to handle the bike and the rider to your outside. Remember, you own people with your elbows. It also helps you clear the barriers like the champs on Team Poler.

SSIT: Describe your riding style. Any other forms of cycling you race or partake in?
DYLAN: I try to dabble in it all without ever becoming good at anything. Now that’s a life motto kids. I’ve raced most all forms of cycling from road, cross, xc, enduro, track, etc. Ultimately it’s all about the good times you have with your buds traveling to and from and riding along the way. Lately I’ve been digging learning how to jump in our new indoor mountain bike park, The Lumberyard.

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SSIT:Why single speed? How long have you been riding single speed?
DYLAN: I’ve been racing single speed bikes since the old Bianchi C.U.S.S days. The simplicity of it all really feels nice when complimented with the experience of riding a bike. It’s just easier to escape when you have less things to deal with.

SSIT: Congratulations on your recovery from your accident, I understand that you are back at racing cross. What kind of impact did that accident have on you, physically and mentally?
DYLAN: That was a tough one for sure. I got hit pretty hard by a truck and now have a tibial rod after breaking my leg in 4 spots clean through. I also got a nice plate in my arm with a bakers dozen of screws holding my should together. On this accident I had to process that whole living and dying thing. I don’t know if I’ll ever be back to my former racing form but since I don’t really care about winning I guess it doesn’t really matter.  I’m just happy I’m able to walk again and now riding a bike feels like a blessing. Last weekend I hit the cross track to feel it again. Although I had absolutely no fitness it sure was fun to rub some elbows and snag some dollar bills again. I mean, that’s what being pro is all about right? Making a buck.

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SSIT: The accident must have created a lot of down time for you off the bike, what kind of interests and activities are you involved in outside of cycling?
DYLAN: I have a lot of hobbies but since I couldn’t get out of bed for so long my only enjoyments where asking for my pee jug to be rinsed out. I watched A LOT of television which is something I rarely do so it kind of blew my mind. If their is one reality tv show to check out I’d put all my chips on Gold Rush. It’s basically a show on a bunch of Oregon rednecks loosing their dreams in Alaska while hunting for gold. Beyond that I love playing music, creating photographs and adventuring with my wife and dog.

SSIT:Describe the Cross Crusade movement that has been going on in Portland. Any particularly memorable race stories you could share with readers?
Dylan: The Cross Crusade crew is an amazing group of idiots. It’s really wild to see such a group of misfits continually pull off such amazing stuff. It really comes down to the fact that they all truly have a deep passion for what they are creating and doing. It’s about making folklore as opposed to dollar bills.

As for a cross story:
After (the real) cross worlds last year I was (nicely buzzed) and in the elevator with a nice looking chic and some dude pouting in the corner. I started chatting with her and asked her if she wanted to go with us to a foam party and take off all her clothes. The guy gave me a death stare from hell. I shook my head to get the alcohol out of my brain for a split second when I realized it was Niels Albert and his wife. Whoops, sorry about your race dude. Needless to say she didn’t join me naked at the foam party that night.

SSIT: Any personal plans or goals for the upcoming year, cycling and non-cycling related?
DYLAN: I just bought tickets to SSCXWC in Philladelphia, PA USA. I can’t wait to get wasted with those fools. I’ll pass on racing but instead bring you some images from behind my camera lens. Are the rumors about it moving to Italy true?

SSIT: Final thoughts? Shoutouts?
DYLAN: SEATTLE SUCKS. Oh and as Bob Roll said, keep the rubber side down

Words: The Sac and Dylan VanWeelden  Pics: Dylan VanWeelden and Ben Moon